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VERBANIA – 25.06.2019 – Quel carico

da 20 tonnellate di rottami di alluminio era stato venduto a un’azienda romena, ma in Romania non è mai arrivato. Truffa e sostituzione di persona sono i reati per i quali a Verbania è a processo un camionista del Napoletano. Secondo la Procura è l’uomo che, il 18 giugno del 2015, si presentò all’ingresso della Raffineria metalli Cusiana e, fingendosi rappresentante di un’altra azienda di autotrasporti, si portò via un camion intero di metallo, del valore di circa 30-40.000 euro. La truffa, messa a segno nel più classico dei modi, è stata costruita intromettendosi nella rete di contatti tra le aziende e lo spedizioniere. Il contratto, infatti, era reale. Come in altre circostanze (ancora oggi) la ditta romena aveva contrattato quella partita di alluminio con la Cusiana. Che, come in passato, glielo aveva messo a disposizione nel suo stabilimento di Fondotoce. L’incombenza del trasporto era a carico dell’acquirente. Individuato lo spedizioniere e annunciata –fornendo alcuni dati indicativi, compresa la targa del camion– la data del ritiro, a Verbania erano tranquilli quando si presentò il mezzo pesante. L’unica stranezza: la targa del rimorchio non corrispondeva. Il disguido fu chiarito al telefono e corretto. Gli addetti della Cusiana caricarono il camion e l’autista se ne andò senza alcun problema. Non vedendo arrivare la merce, in Romania si allarmarono e presentarono denuncia. Inoltrata tramite ambasciata, la segnalazione arrivò alla questura del Vco, avviando le indagini.

Gli approfondimenti della Squadra Mobile sono partiti dalle testimonianze dei dipendenti che parlarono con l’autista, dai documenti da lui presentati, dalle immagini della videosorveglianza interna e dalla targa dell’autoarticolato. Quest’ultima ha portato in Campania, permettendo agli investigatori di individuare i proprietari di motrice (per cui, in agosto, fu denunciato il furto risalente a pochi giorni prima della truffa) e rimorchio. All’identità del camionista, confermata successivamente dai riconoscimenti fotografici degli operai della Cusiana, s’è arrivati tramite banca dati e un controllo stradale a quel camion avvenuto nel settembre 2015. L’indagine s’è incrociata con quella dei carabinieri di Cantù, territorio dove in quel periodo fu messa a segno una truffa del tutto simile.

Nell’udienza tenutasi ieri a Verbania –e aggiornata al 7 ottobre per gli ultimi testi– è stato ricostruito il raggiro, basato sull'utilizzo del nome e delle credenziali di una grossa cooperativa di autotrasportatori di Mantova, ignara di tutto. La Cusiana non ci ha rimesso un euro perché la spedizione era a carico dei romeni. Da allora, però, il contratto è stato ribaltato: del trasporto si occupano i verbanesi che hanno aumentato i controlli di sicurezza.