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VERBANIA – 19.09.2019 – L’automobilista “incidentata”

lo riconosce come il pirata della strada che lo speronò in rotonda fuggendo ma lui, con la compagna, nega assolutamente d’essere stato coinvolto nell’incidente perché era da un’altra parte e su un altro veicolo. Tocca al Tribunale di Verbania far chiarezza su quanto accadde la sera del 6 maggio 2017, quando alla rotonda d’ingresso della galleria del Bocciol, a Gravellona Toce, una donna si vide arrivare addosso un veicolo che non le diede la precedenza e che, dopo averla urtata nella parte destra, si dileguò in direzione di Omegna. Erano all’incirca le 22, fuori era buio, tutto accadde in pochi istanti: per lei fu impossibile distinguere chiaramente mezzo e conducente. Scorse però alcuni numeri di targa e, qualche tempo dopo, quando vide un’auto a Pallanza di colore scuro del tutto somigliante a quella del “suo” pirata della strada e con un’ammaccatura, andò a sporgere denuncia. E, posta di fronte a un fascicolo fotografico, individuò un 45enne di Verbania che ora è a processo. Ma che nega di essere responsabile, fornendo le prove che quel giorno si trovava insieme alla compagna, sull’auto di lei e di rientro da un matrimonio nel Torinese, in un bar di Fondotoce dove s’erano fermati sperando che trasmettessero sulla pay-tv il derby Juve-Toro. È proprio sulla partita, di cui l’avvocato Paolo Patacconi ha prodotto il tabellino per collocare l’orario dei fatti che saranno raccontati dai testimoni (la compagna e la barista) nella prossima udienza, che la difesa ha costruito l’alibi. La coppia esultò mentre rientrava a Verbania al gol del granata Liaijc, che fu pareggiato al 92’ dallo juventino Higuain. Ci sono poi incongruenze tra i danni subiti alla vettura e i segni sulla carrozzeria di quella dell’imputato, tanto che l’assicurazione non ha risarcito il danno.    

Ieri in aula la porte offesa, non costituita parte civile, ha confermato l’identificazione. Il procedimento è stato aggiornato a dicembre per completare l’istruttoria.