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tribunale 16

VERBANIA – 10.10.2019 – Due milanesi sconosciuti

si incrociano al Mottarone, litigano e finiscono entrambi a processo a Verbania. Minacce aggravate dal possesso di un coltello per uno, e violenza privata per l'altro, sono i reati che la Procura contesta ai due uomini –entrambi sulla cinquantina– che nell'autunno del 2017 ebbero (visti gli esiti) la sventura di incontrarsi nei boschi sovrastanti il Verbano. Uno, insieme alla moglie, al figlio adolescente e a un suo amico coetaneo, era salito in vetta in cerca di funghi: batteva i terreni circostanti la fermata della funivia armato di bastone, sacchetti e coltellino. L'altro, in compagnia del figlioletto di nove anni, passeggiava con il cane -un pastore tedesco- lasciato libero dal guinzaglio e dalla museruola. Fu proprio l'animale il casus belli. S'avvicinò al cercatore di funghi abbaiando, ringhiando e mostrandosi minaccioso. Il padrone, investito del problema, iniziò un battibecco durante il quale si sentì dire -così ha denunciato- “non ci metto nulla a dare una coltellata al cane e a te”. Terminato il confronto e tornato sulla strada, il fungiàtt si mise al volante e prese la via di casa. Lungo la strada incrociò il fuoristrada del proprietario del cane che lo seguì, lo raggiunse e accostò inducendolo a fermarsi. Prima di ripartire gli disse: adesso ti denuncio.

In effetti quel battibecco è sfociato in denunce reciproche (poi rimesse) e in un doppio processo il cui dibattimento s'è celebrato ieri al Tribunale di Verbania. Nel racconto dei testimoni le accuse si sono sfumate. Il proprietario del cane ha detto di non ricordare se il fungiàtt avesse in mano il coltello che, sicuramente, non gli ha brandito contro. La controparte, anche attraverso la testimonianza della moglie, ha chiarito che l'auto non gli impediva di ripartire. Come andrà a finire il giudice lo stabilirà il 13 dicembre, giorno cui il procedimento è stato aggiornato per discussione e sentenza.