v banc teatro

VERBANIA – 12.12.2019 – Quarantuno imputati

per 139 capi d’imputazione, almeno 44 parti civili, uno stuolo di avvocati. Parte domani in udienza preliminare il processo agli ex Veneto Banca. Le parti sono convocate alle 9,30, ma non a Palazzo di giustizia, bensì “a teatro”. Il foyer del “Maggiore” è la sede reperita dal presidente del Tribunale di Verbania Luigi Montefusco per accogliere un così alto numero di persone, che mai ci sarebbero state in una delle aule di corso Europa. Dinanzi al gip Beatrice Alesci ci sarà, per la Procura, il sostituto Sveva De Liguoro. A lei è stata assegnata l’indagine che, partita nel 2015, s’è chiusa nell’estate del 2018 con la richiesta di rinvio a giudizio di 41 ex amministratori, manager e dipendenti (direttori di filiale e impiegati) accusati di truffa aggravata. Sarebbero stati parte -così viene contestato- di un piano studiato a tavolino per vendere (139 le operazioni contestate, concluse tra il 2009 e il 2016 in una dozzina di filiali di Vco e Alto Novarese) ai clienti azioni/obbligazioni di Veneto Banca che, pagate tra 35 e 40 euro l’una, sono finite svalutate sino a diventare carta straccia, mandando in fumo miliardi di euro di risparmi.

I vertici dell’istituto di credito figurano tra gli imputati al pari dei dipendenti locali. È la prima volta che accade in Italia nelle diverse Procure che, dal 2015, seguono il crac di Veneto Banca. Dall’altra parte ci sono le parti civili, clienti “azzerati” e associazioni dei consumatori.

L’udienza preliminare di domani è solo il primo round di una delicata partita giudiziaria. Sarà dedicata al vaglio delle richieste di costituzione delle parti civili e alle eccezioni sollevate dalle agguerrite difese, che puntano a far trasferire il procedimento, per competenza territoriale, a Treviso, circoscrizione giudiziaria di Montebelluna, ove aveva sede Veneto Banca. Altro tema da dibattere è la data di commissione del reato, la discriminante per stabilire la prescrizione. La Procura la fissa al 2015, quando l’istituto fu messo in liquidazione coatta amministrative e le azioni svalutate. Le difese chiedono sia ricondotta alla data di conclusione dei contratti, la gran parte dei quali è tra il 2012 e il 2013.

Risolte queste eccezioni, nel caso il processo rimanga in piedi a Verbania, toccherà agli imputati e ai loro avvocati valutare riti alternativi (patteggiamento o abbreviato). Diversamente, seguendo il rito ordinario, il gip deciderà se e chi rinviare a giudizio, passando la palla a un collega e aprendo la strada al dibattimento.