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VERBANIA – 20-02-2020 -- “Sto bene, non ho alcun sintomo,

ma aspetto fino a domenica per uscire di casa”. È una quarantena volontaria dal coronavirus, non richiesta ma scelta, quella che un imprenditore del Vco s’è auto-imposto dal giorno del suo forzato ritorno dalla Cina. Cinquantacinque anni, da venti vive e lavora a Shanghai, dove s’è perfettamente integrato (parla anche il mandarino) e ha lavorato fino a due settimane fa. “La mia casa ormai è lì e nel Vco torno solo più per le vacanze – racconta –. Questa volta sono stato costretto per l’allarme e le misure adottate per il contenimento del contagio”.

Misure estreme, come il blocco dei trasporti interni, il divieto di uscire di casa, la paralisi a fabbriche e attività economiche. “Solo un paese con una grande organizzazione come la Cina può portare a termine un’operazione simile – spiega –, con milioni di persone controllate da una rete capillare che arriva fino ai comitati di quartiere, che controllano il territorio”.

Shanghai è lontana quasi mille chilometri da Wuhan e dalla provincia di Hubei, epicentro del focolaio del Covid-19 (la sigla scientifica del coronavirus), eppure la quarantena è arrivata anche lì. “I contagi si sono diffusi alla vigilia del Capodanno cinese, che è una festa molto sentita, la più importante dell’anno e che muove milioni di persone. Senza un intervento i rischi sarebbero cresciuti tantissimo”.

Con il lavoro bloccato e con l’impossibilità di muoversi, l’imprenditore ha scelto di tornare a casa. “Ho preso l’aereo e sono sbarcato in Italia” – dice non negando di essere stato sorpreso dalla mancanza di controlli agli arrivi. “Credevo che ci fosse una qualche procedura da seguire, ma non ho avuto problema a rientrare a casa. È così che ho deciso di autoimpormi la quarantena. Sono sicuro di non avere nulla, ma per rispetto degli altri ho ritenuto giusto confinarmi da solo in casa, avendo anche la fortuna di poterlo fare”. La fortuna è un’abitazione singola al di fuori del centro abitato e l’assistenza dei familiari. “Mi fanno la spesa e mi lasciano il cibo fuori casa mentre io mi gestisco senza difficoltà”.

Del coronavirus non mostra particolare timore. “Leggo i giornali internazionali che, salvo pochi casi, pubblicano articoli con titoli un po’ sensazionalistici, che diffondono preoccupazione. So che le autorità sono al lavoro e attendo che contengano l’epidemia”.

L’isolamento, intanto, volge al termine. “Ho seguito le tabelle consigliare dagli esperti, per domenica dovrei aver finito e uscirò nuovamente di casa. Attendo notizie dalla Cina: appena la situazione sarà normalizzata tornerò a Shanghai”.