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tribunale aula a vuota

VERBANIA - 25-05-2020 -- Uno ha patteggiato

in fase di indagini e gli altri tre, che hanno scelto il rito abbreviato, sono stati tutti condannati. Sono di quasi undici anni e mezzo, sommate tra di loro, le pene che il gup del Tribunale di Verbania ha stabilito nei confronti delle quattro persone che, il 3 dicembre del 2018, compirono -direttamente indirettamente- la rapina all’ufficio postale di Nonio. Quella mattina, pochi minuti dopo l’apertura, l’impiegata si vide sbucare davanti due uomini a volto coperto e a mano armata. Sotto la minaccia della pistola si fecero consegnare 7.000 euro in contanti, poco meno della metà della somma (15.000, 8.000 furono messi nella cassaforte temporizzata e i restanti tenuti in cassa) che il furgone della vigilanza privata aveva appena consegnato per pagare le pensioni. Arraffato il bottino i due si dileguarono.

Mesi di indagini portarono i carabinieri del Nucleo investigativo di Verbania a individuare i due rapinatori, il basista e l’intermediario che li aveva messi in contatto. Nunzio Amato e Maurizio Esposito, residenti nel Napoletano, rispettivamente di 25 e 45 anni, furono gli esecutori materiali. A ospitarli in casa e a segnalare che il denaro era stato consegnato fu Angelo Moccia, 64enne imprenditore edile di Nonio. Angelo Annunziata, campano di 48 anni, fece da trait d’union tra i napoletani e il cusiano.

Per il suo coinvolgimento Moccia, assistito dall’avvocato Giuliano Clementi, ha scelto di patteggiare in fase di indagini e ha concordato con la Procura la pena di un anno e undici mesi con il beneficio della sospensione condizionale. Gli altri tre, invece, hanno optato per il rito abbreviato. Amato ed Esposito sono stati condannati a 3 anni, 4 mesi e 1.000 euro di multa ciascuno; Annunziata a 2 anni, 10 mesi e 800 euro di multa. Tutti e tre dovranno risarcire l’impiegata delle Poste di una somma da stabilire in separato giudizio ma con una provvisionale di 12.000 euro, somma che comprende i 7.000 euro della rapina -che le Poste le hanno addebitato- e 5.000 euro di danni morali.