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VERBANIA - 05-06-2020 -- Due ville di lusso

in Sardegna e sessantasette oggetti d’arte, tra cui un quadro di Pablo Picasso, sono alcuni dei beni che oggi la Guardia di finanza di Milano ha sequestrato ad Alessandro Jelmoni, broker trevigiano con residenza in Lussemburgo assurto alle cronache nazionali qualche anno fa come fulcro di un sistema di evasione fiscale e di fraudolento trasferimento di valori all’estero. È l’ultimo atto di una vicenda nata nella Procura di Verbania nel 2011, quando il sostituto procuratore Fabrizio Argentieri, con la consulenza del dottore commercialista Francesco Roman e con la Guardia di finanza iniziarono a indagare sul trasferimento di ingenti somme di denaro dal Lussemburgo all’Italia riconducibile alla famiglia Giacomini, imprenditori nel settore delle rubinetterie nel Cusio novarese. Nel 2012 Jelmoni fu arrestato per evasione fiscale e, da allora, sono iniziate le sue traversie giudiziarie. La Procura di Verbania ha trasmesso il materiale raccolto nei suoi confronti alla Procura di Milano, competente territorialmente. S’è sviluppato un nuovo filone di indagini all’interno del quale la sezione misure di prevenzione del Tribunale meneghino ha emesso l’ordinanza con cui gli vengono sequestrati beni per un ammontare di 20 milioni di euro. Secondo l’accusa Jelmoni, 52 anni, broker formalmente residente in Abruzzo, creava schemi di evasione fiscale internazionale per imprenditori italiani. Le indagini dei finanzieri del Gico (Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata) hanno rilevato che il patrimonio illecitamente accumulato, tramite una fitta rete di società internazionali, fosse finito in un trust del Jersey controllato da due società di capitali italiane con sede nella casa di Jelmoni a Milano.