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VCO- 19-09-2020-- In gita al Lago D'Avino

ed al Pizzo Valgrande questa settimana grazie ad Easytreck:

INFORMAZIONI

  • Località di partenza: Ponte campo

  • Quota di partenza: 1319 m

  • Dislivello: 927m

  • Tempo di percorrenza: 3 ore in salita

  • Difficoltà: media (T)

  • Copertura telefonica: parziale

COME ARRIVARCI

Una volta arrivati in località San Domenico (località turistica legata agli impianti sciistici e rilanciata negli ultimi anni dal nuovissimo hotel), si prosegue dritti passando su una stretta strada asfaltata ed in alcuni punti sterrata, che vede il superamento dell’Alpe Nembro. Il consiglio che possiamo dare a riguardo per la percorrenza della strada è di avere un’auto che non abbia l’assetto troppo basso, visto le numerose buche anche piuttosto grandi, i sassi e le invallature per permettere il decorso dell’acqua durante i periodi di forte pioggia. Continuando sulla strada si arriva al parcheggio, situato sulla destra. È facile da riconoscere perchè è l’unico grande prato raggiungibile in macchina, prima di un ponte e di una casetta di legno. Arrivati al parcheggio, bisogna fare attenzione, prima di poter parcheggiare, i “custodi del parcheggio” chiederanno il periodo di sosta, così da darvi la ricevuta per il pagamento da esporre sul cruscotto; la quota è di 3 euro al giorno. Una volta parcheggiato, tornando verso la strada, si nota che questa continua con una gippabile, ecco l’inizio del percorso.

 

PERCORSO

Intraprendendo questa strada si passerà fra alcuni boschetti con delle baite ed a volte pascoli di mucche o capre. La strada sale senza sosta fino alla fine, attraverso piccoli corsi d’acqua, costeggiando il torrente Cairasca con la sue bellissime rapide e cascate. Potete tirare un sospiro di sollievo nel momento in cui arriverete ad una cappelletta, la Cappelletta del Groppallo o Cappella della Serenità, chiamata così poichè realizzata nel XVI secolo per offrire conforto e riparo ai viandanti affaticati che percorrevano la mulattiera che da San Domenico sale all’Alpe Veglia. Da qui la strada prosegue tutta in piano e leggero pendio fino ad entrare nella piana del Veglia. Proprio all’ingresso della piana potete fare una ricarica di energie mangiando yogurt artigianale e formaggio nostrano, prodotto in loco dall’Azienda Agricola De Giuli. Dopo una gustosa merenda, le batterie sono di nuovo cariche per poterci addentrare nel bel mezzo della piana del Veglia. Superato il ponte da cui si può ammirare e fotografare in tutta la sua bellezza il Monte Leone, la vostra strada sarà quella che vi porterà ad una zona abitata, Cianciavero. Superato il “paesino” ci addentriamo ufficialmente nella nostra via verso il Lago d’Avino. Il sentiero si addentra nella fitta e rigogliosa flora del luogo, attraverso la quale si scorgerà un cartello che indica le marmitte dei giganti. Questo luogo è una versione molto ridotta di quelle presenti ad Uriezzo, ma comunque incantevoli per i suoi corsi d’acqua immersi in questa natura ancora selvaggia. Le marmitte sono dei fenomeni naturali dovuti dall’effetto corrosivo dell’acqua veloce ed impetuosa sulle rocce. Si chiamano così perchè per le credenze popolari, le insenature formatesi ricordano le grosse marmitte degli essere fantastici, i giganti appunto. Da questo luogo fantasy inizia la salita. Si arriverà ad un punto in cui le piante inizieranno a farsi meno, lasciando spazio alle numerosissime piante di mirtillo che nel periodo giusto possono essere un’ottima fonte di sali minerali e zuccheri. Proprio in questi pressi, la strada si divide.

Un masso con la scritta Lago d’Avino ci indicherà due vie, una a destra ed un’altra a sinistra. Entrambe portano alla stessa meta, ma quella di destra (dritta) è circa 5 minuti più lunga, in quanto sale più lentamente e non a scaloni. Con questa strada si arriverà ad osservare dall’alto il Lago, dovendo poi scendere verso il muro della diga, tramite un sentiero non battuto su roccia ma comunque attrezzato con funi d’acciaio con le quali potersi aiutare per la discesa. Il sentiero di sinistra è un po’ più veloce ma molto stretto, che sale a gradoni; questo ci porta invece sotto il muro della diga, nelle vicinanze delle case dei guardiani, dal quale si può osservare la vallata dell’Alpe Veglia. Da qui comunque possiamo salire sul muro ed osservare il Lago d’Avino, ai piedi dell’imponente Monte Leone.

 

PER SAPERNE DI PIU':

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