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lupo

VCO - 22-05-2022 -- Legambiente (Circolo il Brutto anatroccolo), Salviamo il paesaggio Valdossola, Italia Nostra e Pro Natura (Novara e Piemonte) intervengono con un comunicato sulla presenza del lupo nel territorio replicando, a chi chiede una politica di abbattimento, che esistono risposte diverse al disagio manifestato dagli allevatori.

Nei giorni scorsi alcuni allevatori dell'Ossola hanno tenuto un incontro per evidenziare la loro difficoltà a convivere con il lupo, tornato spontaneamente sulle nostre montagne. Lamentano, tra le altre cose, di essere stati lasciati soli. Gli allevatori non sono stati lasciati soli; non tutti sanno che da novembre 2021 è attivo un tavolo di confronto con una serie di incontri sul Lupo organizzati dall'Ente gestione Aree Protette Ossola e dal Parco nazionale Val Grande. Partecipano ai lavori tutti i gruppi interessati alla vita sulle nostre montagne, a cominciare dai carabinieri forestali, CAI, veterinari, associazioni allevatori, cacciatori, agricoltori e rappresentanti della Provincia, e le associazioni di protezione ambientale Legambiente "Il Brutto Anatroccolo", Lipu, Italia Nostra VCO e Mountain Wilderness Italia. Il gruppo di lavoro offre agli allevatori risposte pratiche ed attuabili per difendere gli animali al pascolo, attraverso la fornitura di recinzioni, cani di guardiania, dissuasori e personale di guardia aggiunti, grazie all'adesione dell'Ente Gestione Aree Protette dell'Ossola al progetto europeo "Life WolfAlps EU". Inoltre si sono già programmati incontri con allevatori per la gestione dei cani di guardiania e si prevedono attività di informazione anche alla popolazione. I lupi censiti dal gruppo di monitoraggio attraverso il DNA dei residui organici, rilievi dì transetti, fototrappole, erano 12 esemplari (dato del censimento del 2020 distribuiti in 3 branchi), ma è realistico pensare che il numero potrebbe essere aumentato. II lupo, tornato spontaneamente sulle nostre montagne, è un buon segno della biodiversità del territorio ed è un grande alleato nel tenere sotto controllo le popolazioni di cervidi e cinghiali, che, se in soprannumero, possono arrecare gravi danni all'agricoltura. Queste persone che lavorano insieme sono una grande opportunità per il nostro territorio, l'obiettivo è trasformare il disagio in una situazione favorevole ad una crescita sostenibile: sociale, economica ed ambientale.